MEDIAZIONE E SEPARAZIONI

MEDIAZIONE E SEPARAZIONI

MEDIAZIONE E SEPARAZIONI

  • 12/05/2022

MEDIAZIONE CIVILE IN AMBITO FAMILIARE

La mediazione civile è una procedura utilizzabile in ambito di separazione familiare? Si

E, qual'è il compito del mediatore nei rapporti familiari? Aiutare le parti a dialogare tra loro!

E perchè è opportuno che le parti si rivolgano ad un mediatore per tale aiuto anzichè ai soli legali che potrebbero eseguire una negoziazione assistita tra le parti o ad un giudice?

Perchè le parti spesso non dialogano se non per interposta persona e, senza un aiuto, si allontanano da un loro confronto riservato non essendo capaci di trovare da sole quegli spazi utili a ricercare quelle soluzioni riservate e personali che sono proprie dei rapporti familiari che hanno scelto.

Per la risoluzione della controversia familiare le parti infatti possono:

- parlare tra loro per cercare di trovare soluzioni condivise da sole,
- parlare tra loro con l'aiuto di legali avanti ad un terzo che può essere rappresentato da un amico, un parente, uno psicologo, da un counselor, da un professionista di un consultorio familiare, un mediatore familiare o un mediatore civile e commerciale,
- parlare per mezzo dei legali in una negoziazione assistita,
- parlare in Tribunale avanti ad un Giudice,
- parlare in altri modi...

ma in tutti i casi è opportuno che esse provino a parlare tra di loro in maniera serena e riservata perchè se i coniugi devono prendere decisioni che riguardano la loro famiglia è importante che gli stessi possano ragionare serenamente, senza l'assillo di terzi sulle proprie questioni perchè le decisioni che prendono in tali controversie interessano loro e i figli e devono trovare un luogo di confronto sereno e riservato per la ricerca di quelle soluzioni personali che li riguardano.

Pertanto è sempre opportuno che tutte le questioni vengano affrontate dai coniugi almeno (per quanto possibile) in un ambiente sereno.

Tale ambiente può spesso essere costituito dalla mediazione che in questi anni si è dimostrate essere la regina delle ADR.

Con l’espressione di origine anglosassone ADR (Alternative Dispute Resolution) il nostro legislatore indica tutte le iniziative dirette a dirimere i conflitti al di fuori di un contesto giudiziario, senza seguire la decisione di un giudice e in tal senso si può ben dire che nell'ambito familiare è sempre opportuno che il confronto tra i coniugi resti fuori del contesto giudiziario perhè è importante che i coniugi trovino tra loro dei momenti di confronto utile per cercare le migliori soluzioni per la famiglia.

Tali momenti possono essere anche aiutati da un terzo e dai loro legali attraverso la mediazione.

A tal proposito è opportuno evidenziare che nell’ambito familiare esistono due tipi di mediazione: la mediazione familiare e la mediazione civile.

Con la MEDIAZIONE FAMILIARE si inizia un percorso di riorganizzazione delle relazioni familiari in vista o a seguito di una separazione o di un divorzio in cui, il mediatore familiare è professionista terzo neutrale e con una specifica formazione che si adopera affinché i genitori riescano ad elaborare in prima persona un programma di separazione soddisfacente per sé e per i figli in cui possano continuare ad esercitare la responsabilità genitoriale.

Con la MEDIAZIONE CIVILE si inizia un percorso di dialogo tra parti in cui il mediatore cerca di aiutare i coniugi e i legali a parlare e confrontarsi sulle questioni personali che le hanno portate all'allontanamento reciproco facilitando il confronto nella ricerca di soluzioni personali, bonarie e riservate delle loro vertenze.

Nelle mie mediazioni è capitato che i coniugi si siano seduti coi rispettivi legali ad un tavolo di mediazione per cercare un confronto bonario su molteplici aspetti familiari e solitamente all'inizio della mediazione le parti sono scettiche dell'utilità della mediazione come strumento di confronto tra di loro perchè ritengono che vi siano luoghi più consoni per cercare o rivendicare giustizia, ma, in seguito alla spiegazione del mediatore delle regole della mediazione e in seguito ad un primo confronto di poche parlole, le parti capiscono di poter sfruttare la mediazione come un opportunità di confornto tra di loro e si aprono in un confronto fatto di questioni irrisolte, diversità di vedute, recriminazioni, brainstorming e alla fine costruzione di soluzioni.

In tal senso è fondamentale che il mediatore spieghi bene le regole e funzioni della mediazione e delle riunioni riservate nella mediazione chiarendo il suo ruolo di facilitatore del dialogo perchè se le parti comprendono tali elementi poi è possibile che le stesse trovino utile entrare in mediazione per conforntarsi tra di loro.

Uno dei momenti più importanti della mediazione civile tra coniungi infatti sono le RIUNIONI RISERVATE che portano la parte a comunicare nella riservatezza della mediazione e al solo mediatore le proprie frustrazioni.

Tali riunioni che sono appunto riservate anche al terzo permettono alla parte di esprimere le proprie angoscie senza che l'ex partner possa sentire le sue frustrazioni e al mediatore di conoscere meglio le posizioni di una persona.

All'esito della riunione il mediatore può poi riferire al partner solo quello che il legale e la parte decidono di comunicare all'altro epurando, rielaborando e riassumendo positivamente i discorsi ascoltati di tutta quell'animosità che caratterizza un confronto personale tra persone che soffrono.

Se i discorsi vengono affrontati ma sgonfiati e il confronto viene addomesticato è infatti possibile parlare più serenamente delle questioni familiari che riguardano le parti ma per fare questo è opportuno che le parti non vengano lasciate in balia di una procedura e possano esprimere direttamente le proprie idee, angosce e frustrazioni perchè se non danno sfogo ad esse non avranno la possibilità di sentirsi soddifatte e il rapporto non troverà un epilogo perchè è mancato il confronto.

La mediazione aiuta le parti a trovare queste soluzioni perchè permette alle parti di confrontarsi tra loro in un salotto di riservatezza ove le parti possono confrontarsi serenamente e parlare di tutto senza che vi sia un giudizio da parte del mediatore o dei loro legali perchè le parti possono parlare di tutto in un'atmosfera di fiducia reciproca che riporta al centro del confronto la persona e non il problama

Infatti, se le parti si confrontano, sono le parti che si vedono e si confrontano nella ricerca di soluzioni positive e soddisfacenti per loro nella risoluzione concreta del conflitto.

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