# MEDIAZIONE - IL MEDIATORE E LE REGOLE DEL GIOCO

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# MEDIAZIONE - IL MEDIATORE E LE REGOLE DEL GIOCO

# MEDIAZIONE - IL MEDIATORE E LE REGOLE DEL GIOCO

  • 03/05/2022

# MEDIAZIONE

IL MEDIATORE E LE REGOLE DEL GIOCO

La mediazione è un procedimento di confronto tra parti che precede un giudizio.

Si può quindi dire che la mediazione è l'anticamere della causa e talvolta tale procedura è:

- obbligatoria: perchè è imposta dal legislatore ai sensi dell' art 5 del Dlgs 28/10 nelle seguenti materie: condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di azienda, risarcimento del danno da responsabilità medica, risarcimento del danno da diffamazione a mezzo stampa o con altro mezzo, contratti assicurativi, bancari e finanziari, inadempimento di obbligazioni contrattuali connesso all’emergenza Covid-19;
- demandata: perchè è imposta dal Giudice nel corso di una causa per ragioni di opportunità;
- convenzionale: perchè è imposta da un contratto.

Altre volte è una procedura volontaria perchè una parte sceglie di attivarla per provare a cercare la migliore soluzione con la sua controparte con l'aiuto di un terzo.

La regola però è che la mediazione è sempre un procedimento volontario e fiduciario reciproco tra parti, legali e mediatore e tra mediatore, legali e parti!

Pertanto, è la fiducia l'elemanto fondamentale della mediazione perchè se la mediazione è obbligatoria, è obbligatoria solo la partecipazione della parte e del suo legale al primo incontro di mediazione, mentre non è obbligatorio proseguire la mediazione oltre il primo incontro di mediazione.

Pertanto, per le parti non è affatto obbligatorio assumere l'impegno economico che conseguirebbe all'ingresso in mediazione, basterebbe solo presenziare al primo incontro di mediazione ed eventualmente chiedere un rinvio dell'incontro perchè la mediazione è e resta un procedimento essenzialmente volontario a cui le parti scelgono di aderire in seguito al primo confronto che eseguono col mediatore e con l'altra parte.

Elemento fondamentale della mediazione è quindi il mediatore, che al primo incontro deve riuscire a convincere le persone e i rispettivi legali della bontà della mediazione e del suo operato come mezzo alternativo alla vertenza giudiziale e a dargli fiducia come loro mediatore.

Se la bontà della mediazione rispetto alla causa è facile da ottenere visti i luoghi comuni sui tempi e costi della giustizia, difficile è acquisire la fiducia da parte di persone litiganti e professionisti che probabilmente hanno già provato a confrontarsi con insuccesso già fuori della mediazione sui mille problemi che li hanno portati in mediazione.

La scelta delle persone litiganti di dare fiducia a quel professionista e di accettare quella persona come mediatore capace di aiutarli a trovare una soluzione mediana nella loro controversia deve pertanto riguardare altri fattori che esulano dall'aspetto razionale della vertenza perchè è chiaro che, togliendo l'aspetto dell'obbligatorietà del primo incontro preliminare come passaggio obbligatorio di esperire il tentativo di mediazione prima di instaurare la causa, non avrebbe senso instaurare la mediazione e pagare un mediatore e gli avvocati per una mediazione se può essere esperita la causa.

Il mediatore deve sapere tutto questo e non deve essere così presuntuoso di pensare di essere essenziale alle parti perchè per quello vi sono i loro legali, il mediatore deve essere solo diverso dai legali e fare in modo che le persone innanzi a lui capiscano la bontà delle sue intenzioni e della mediazione prima di iniziare una vertenza giudiziale accettando di iniziare con lui una mediazione che sarà quel salotto di ragionamento dove le parti direttamente e riservatamente potranno da sole trovare una soluzione ai loro problemi con l'aiuto suo e dei rispettivi avvocati.

Coco Chanel diceva che per essere insostituibili bisogna essere diversi e le persone e i rispettivi professionisti devono scegliere quel mediatore perchè sentono che lui potrebbe essere l'elemento nuovo che le può aiutare a trovare quella soluzione bonaria che fino a quel momento non sono riuscite a trovare.

Le persone che si siedono davanti al mediatore cariche di pregiudizi, frustrazioni, delusioni dovute al fatto di non essere riuscite da sole ad avere ragione delle loro richieste o più semplicemente a trovare con l'altra parte quell'intesa che in mediazione sono costrette ad incontrare devono trovare nel professionista una persona capace di ascoltarle, di entrare in sintonia con loro, toccare le loro emozioni e conquistare la loro fiducia e non è facile ottenere tutto questo. Ci vuole del tempo e un gran rispetto per delle persone che vengono a lui cariche di frustrazioni!

Inoltre ci vuole un grande equilibrio per il mediatore perchè anche lui, quando si propone come mediatore, è importante avere chiaro che con la mediazione lui si accolla un impegno nei confronti di quelle persone e dei rispettivi professionisti.

Pertanto è fondamentale che lui stabilisca bene e subito le regole del gioco della mediazione perchè, se i protagonisti della mediazione sono le parti, è importante che tutti i protagonisti della mediazione conoscano le regole del gioco che sono che:

1) per il mediatore, la mediazione è un lavoro in cui il professionista deve tenere un rapporto di equilibrio e equidistanza ed equivicinanza con le parti e i rispettivi legali.
2) per le persone, la mediazione è un confronto a tutto tondo tra mente e cuore con la persona che nega o chiede una ragione o qualcosa; pertanto questo confronto è molto emotivo.
3) per i legali, la mediazione è un'opportunità di lavoro in cui il legale non deve fare l'avvocato ma il consulente della parte.

Il mediatore deve tenere conto di queste regole e dell'imprevedibilità delle regole del gioco che spesso sono dettate dalle emozioni che non sono quello che pensiamo ma possono cambiare quello che pensiamo, dalle impressioni che sono diverse da persona a persona e dei fattori multiparte di tanti protagonisti che giocano nella mediazione perchè vi sono dei forti interessi in gioco che variano dagli interessi personali delle parti, a quelli dei rispettivi partner o di terzi, dagli interessi professionali dei legali a quelli di fattori esterni che lui non può conoscere.

Pertanto, il mediatore deve diventare un equilibrista tra le regole della mente, le regole del cuore e le regole sottese dell'imponderabile della vita deve cogliere l'attimo perchè la mediazione è un attività professionale ove il professionista in primis gestisce una mediazione con molteplici elementi impoderabili, conscio che a piccoli passi e col massimo rispetto per sè stessi e per le altre persone una soluzione si può trovare a tutto!

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